Ricamo Bandera. L’istinto di Anna per la lana.

Anna Ghigo

Come tela una stoffa e matassine di fili variopinti al posto dei tubetti di colore. Anna Ghigo, presidente dell’Associazione Amici del Ricamo Bandera, da 20 anni volontaria della Fondazione chierese per il tessile e per il museo del Tessile, si descrive come un’esperta artigiana. Ma il suo artigianato fa tutt’uno con l’arte, anzi con la pittura ad ago, come ama definirla lei. Cuscini impreziositi di fiori e frutta, stole incorniciate in ornati geometrici, arazzi punteggiati da figure chimeriche e inquadrati da fiocchi, conchiglie e nodi. L’atelier di ricamo di Anna sorprende per le intuizioni d’artista più ancora che per le prove di abilità manuale. “Tutte le mie creazioni sono frutto di lungo studio – spiega Anna – di ricerche su disegni antichi e di rielaborazioni personali. Nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione. La preparazione dei modelli richiede tempi e impegno pari a quelli della realizzazione di un dipinto”.

Le gratificazioni non mancano di certo. Non si contano le mostre, le partecipazioni a contest, i premi, le collaborazioni con enti pubblici e istituzioni prestigiose, che Anna può vantare in questi suoi 20 anni di impegno. E comunque è la vita associativa quella a cui lei più tiene. I corsi in sede in primo luogo. Punto catenella, erba, nodi e lanciato: declinate su diversi livelli di difficoltà, le lezioni di ricamo Bandera proposte da Anna Ghigo sono tra le più seguite in tutto il Piemonte. “In questi 20 anni abbiamo avuto 318 allieve – Anna non nasconde una vena di orgoglio – E in tante ci hanno seguite via via che i programmi si facevano più impegnativi. Hanno fatto progressi, prodotto manufatti di impatto, preso parte alle vetrine espositive. Tutto con sempre maggiori soddisfazioni, loro e mie”.

Una sognatrice super-organizzata

Nata sotto il segno dei Pesci, sognatrice, ma con i piedi saldi a terra, Anna ha sempre unito alla vena creativa indubbie capacità organizzative. “Mi sono diplomata maestra d’arte all’istituto statale d’arte per il disegno di moda e del costume di Torino – ricorda lei – Questo filone di studi mi è da subito entrato nell’anima: architettura, disegno dal vero, storia dell’arte, figurino, stampa su stoffa, taglio….Competenze che mi sono state preziose, nella vita e nella professione”. Contro il parere del padre, che la voleva placida insegnante di disegno, Anna sceglie di spendere le proprie competenze nel mondo dell’industria. “Dopo un breve tirocinio presso un arredatore, sono entrata, appena diciannovenne, nel tappetificio Paracchi. E qui sono rimasta dieci anni: disegnatrice di messincarte di tappeti. Mi ispiravo alle fantasie persiane e poi rielaboravo. Ero seguita passo a passo dal designer francese Victor Zigante, che spesso, per meglio approfondire il contesto del lavoro, mi conduceva in tessitura e in tintoria. Il mio amore per la lana ha avuto origine qui”.

Lungo il filo della lana

Il Bandera è un ricamo tipico chierese sorto nel ‘700. Realizzato su tela rustica di cotone a righe o bande (di qui il nome Bandera) e, più tardi, a nido d’ape, è l’unico eseguito a mano libera con fili di lana poco ritorti. “Quando l’ho conosciuto, ho subito capito che era fatto per me – amante come pochi dei filati più caldi – e che avrebbe potuto darmi stupende chance per esprimermi”. Era il 2001. Ed erano passati anni, anzi decenni dai trascorsi lavorativi di Anna, che, dopo aver lasciato la professione, aveva fatto felicemente la mamma a tempo pieno. “Cresciute le figlie, arrivati i nipoti, avevo nuovamente del tempo per me. E volevo usarlo bene”. Che cosa meglio di un corso di ricamo Bandera? “Lana su tela rustica e pesante: un connubio insolito, che porta a realizzazioni molto raffinate, armoniose ed eleganti. Un abbinamento favorevole a rielaborazioni e trasformazioni. Un terreno fertile per la mia creatività”.

L’Associazione Amici del Ricamo Bandera

Nei primi anni 2000 a proporre le lezioni di ricamo era l’allora appena nata Fondazione chierese per il Tessile e il museo del Tessile, nel cui seno il suo presidente Armando Brunetti aveva fondato con Michele Vasino   l’Associazione Amici del Ricamo Bandera, con l’intento di salvaguardare la tradizione di questa lavorazione tipicamente piemontese e di diffonderne la conoscenza. “Aderii con entusiasmo alle proposte didattiche – ricorda Anna – e la mia passione fu ben ricambiata. Avevo frequentato non più di un paio di cicli di difficoltà progressiva quando fui convocata da Brunetti e da Vasino. Mi si proponeva di promuovere i corsi e di procacciare allieve. Un’attività di public relation e marketing in cui mi sono subito trovata a mio agio”.

Intanto Anna si affinava nel ricamo. “Rispolveravo una passione antica, che mi aveva trasmesso, quando di anni ne avevo solo 6, magna Ciota, la mia prozia di campagna. Ma non mi fermavo certo alla manualità. Facevo ricerche di archivio, prendevo ispirazione da oggetti e opere d’arte: arazzi, mobili antichi, affreschi e stucchi delle stupende residenze sabaude di cui abbiamo la fortuna di essere circondati. Ne riprendevo e rielaboravo fantasie che poi la mia insegnante – Cristina Cappello – campionava, proponendole alle altre allieve. Anche io del resto mi cimentavo poi nel realizzarle, anzi vi trovavo continui spunti per dare più profondità al disegno, per creare, in una sorta di trompe-l’oeil su filo – un’illusione di tridimensionalità”.

Anna, alfiere del Bandera in tutta Italia

Con un simile instancabile impegno era naturale per Anna passare via via a incarichi di maggiore responsabilità. “Ho assunto prima la vice-presidenza, poi, nel 2005 la presidenza dell’Associazione Amici del Ricamo Bandera. E da subito ho voluto essere all’altezza della situazione”. Prendono inizio qui le concrete iniziative per far conoscere apprezzare l’arte del Bandera in tutta Italia.

“Potevo già contare su un marchio noto e registrato sin dal 2000 – osserva Anna – Mi è stato così più facile dedicarmi alla raccolta di reperti storici con cui arricchire le nostre collezioni”. I pezzi arrivavano da case patrizie e da semplici bauli della nonna. “In parte li abbiamo acquistati, in parte ci sono stati donati. Ora vantiamo un campionario invidiabile, testimonianza dell’evoluzione dell’arte nei secoli e anche fonte di ispirazione per le lavorazioni odierne.

Grazie a questo patrimonio accumulato negli anni, si è anche potuto dare vita, nel ventennale dalla fondazione dell’Associazione, alla mostra “E…VENTI. “Qui ai ricami antichi hanno fatto da contraltare opere più attuali realizzate sulla base dei miei disegni”.

Il Bandera entra nelle scuole di Chieri

Nutrite anche le collaborazioni con l’ente pubblico e con le istituzioni. Una rete di iniziative in cui la priorità viene sempre data alla scuola, vivaio di nuove leve. “A Chieri, in forza del progetto Chieri Città educativa, ho avviato nei quinquenni 2004-2009 e 2015-2020 una fortunata serie di corsi di ricamo base nelle classi primarie e secondarie. Cicli di sole quattro lezioni, ma che danno modo agli alunni di portare a compimento piccoli lavori. Tutte le giovani opere diventano anche oggetto di una mostra finale, per la gioia dei ragazzi e delle loro famiglie. Sino a ora, con l’aiuto del fotografo Ettore Negri, della scrittrice, esperta in comunicazione, Daniela Bonino e delle mie assistenti, Orsola Benente e Maria Grazia Ferrante, siamo riuscite a coinvolgere nel progetto più di mille studenti”.

Mostre, collaborazioni, progetti a Chieri, Torino e in tutta Italia

Accanto ai corsi per le scuole, le mostre di ricamo, a Chieri, a Torino, a Vinovo, in Piemonte e in tutta Italia. “Dapprima ho giocato in casa: a Palazzo Barolo, a Stupinigi e alla Fondazione Ferrero di Alba. Poi sono approdata agli appuntamenti annuali di Italia Invita a Rimini, quindi alle rassegne internazionali di Valtopina in provincia di Perugia. A Roma, a palazzo Rispoli, ho persino esposto nella preziosa cornice di Scrigno-tesori d’Italia”.

Con la città di Chieri il legame è comunque sempre stato privilegiato, segnato anche da progetti impegnativi e prestigiosi. “Abbiamo anche decorato il mantello della Vergine e il coprialtare nella chiesa della Madonna delle Grazie, patrona di Chieri, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 600 anni. Due realizzazioni che sono tutt’ora, in giornate speciali, oggetto di esposizione. Abbiamo poi guarnito il cuscino che doveva portare le chiavi della città nella cerimonia di gemellaggio con la francese Epinal”.

Quanto a Torino le iniziative non sono state meno rilevanti. “Per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia abbiamo ricamato, in collaborazione con altre cinque scuole piemontesi, il pannello ‘Sul filo della Storia dell’Italia Unita’. Le sue ghirlande recano tanti fiori quante sono le Regioni italiane. Quest’opera è rimasta esposta per due mesi a Palazzo Madama”.

Ogni partecipazione pubblica è per Anna un’opportunità per relazioni nuove e per idee da condividere e coltivare. “Come quando in Valtopina, nel corso del workshop sul tema Matrimonio all’italiana, abbiamo conosciuto lo stilista di abiti Simone Serni. Da questa liaison sono nate confezioni da cerimonia con motivi ricamati”. Ma è soprattutto da qui, dalle esposizioni e dai contest, che arrivano i premi.

Un ingegno pluripremiato

“Di riconoscimenti ne ho ricevuti tanti – ammette Anna – Nel 2005 a Manualmente al Lingotto Fiere sono salita sul podio per una riproduzione dell’antica città di Chieri a punto catenella su tela righetto; in un’altra sua edizione mi sono invece distinta per la spilla più creativa. Al master Brianza in filo del 2008 ho avuto una menzione speciale per un’interpretazione con la tecnica del ricamo Bandera di una stampa del 1850. Ancora in Valtopina nel 2013, nell’ambito della rassegna Trame d’aria, mi è stato attribuito il titolo di “maestra di filo”, per la ‘professionalità ricca di innovazione, sensibilità, studio e ricerca mostrata’. Nel 2015, partecipando a nome della città di Chieri al concorso ‘Paesaggi in punta d’ago’ proposto da Blu Nautilus, mi sono aggiudicata il terzo posto”.

Amicizia, solidarietà, aiuto nel segno del ricamo

Anna tiene alle relazioni sociali quanto a quelle più personali. “Con le mie allieve dei corsi associativi si crea da subito complicità e amicizia. E questo indipendentemente dal numero dei corsi frequentati”. In Associazione arrivano persone animate da volontà di imparare un’arte antica e tipica della zona, ma anche donne messe a dura prova da una perdita, segnate da un dolore, e alla ricerca di un proprio angolo di serenità.

Niente più del ricamo, con i suoi ritmi lenti, fornisce lenimento – riflette Anna – Un Bandera è bellezza pura che prende vita dai movimenti delle dita e che cresce sotto lo sguardo di chi ci sta vicino e che ci offre conforto”. La stessa Anna, all’indomani di una malattia debilitante, ha ritrovato nel Bandera gioia, leggerezza, sorriso. “Ho reimparato a maneggiare l’ago e a poco a poco ho recuperato energie e sicurezza nelle mie capacità”.

Anna propone la sua arte come balsamo per il cuore degli adulti e anche dei più giovani. “I miei nipotini Alice e Tommaso per esempio. Fin da piccoli sono stati avvicinati al ricamo e ne sono tuttora entusiasti”. La sfida non è tanto quella di mantenere viva una tradizione quanto di farsi librare sulle sue ali. “Perché con la pittura ad ago ciascuno a suo modo può spiccare il volo”.

#ChieriCivica, #RaccontamiUnaStoria, #FabbricaLenta, #MarcaDelTessile

Il progetto ChieriFacile è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando CivICa, progetti di Cultura e Innovazione Civica.