Porta del Tessile, simbolo del dialogo tra il Museo del Tessile e Chieri

Porta del Tessile

Tutti la chiamano Porta: la Porta del Tessile. E’ in realtà il varco con cui anche simbolicamente il Museo del Tessile si affaccia alla sua città per intrecciarvi un fitto dialogo sostanziato di idee e di progetti.

Già ampia cappella dall’austera volta, lo spazio – oggi suggestivo centro polifunzionale – sorse tra il 400 e il 500 a servizio del più antico monastero delle Clarisse, dove infatti ora il Museo del Tessile apre le sue vetrine. L’attuale sistemazione ne esalta, nel pieno rispetto delle forme originali, il nudo rigore, facendone la sede ideale di convegni ed eventi, in particolare quelli che più si identificano con il mondo di Chieri: il tessile e i tessuti. A partire da questo luogo simbolo – si augurano in molti – si potrà progettare il rilancio e il riscatto del territorio.

La trama del tessile qui è palpabile e fitta. Da qui infatti si accede al portico del Museo, già parte del cortile claustrale, e alle varie sedi delle attività che vi vengono ospitate: la Sartoria Sociale dell’associazione Punto e a Capo, che si prende cura delle donne in difficoltà lavorativa, la Tintoria che colora le pezze usando le antiche erbe tintorie, e il CPIA3, centro di istruzione per adulti operante su parte del chierese.

Del resto non è certo da oggi che questo ex monastero è votato alla tessitura. A imprimerne la vocazione fu nel 1809 l’imprenditore chierese di origine ebraica David Levi, che acquistò il complesso dell’ ex monastero ridotto in macerie dopo le devastazioni compiute dagli eserciti napoleonici. E che lo portò a nuova vita attrezzandolo a opificio. Opificio rimase per quasi 40 anni, sino alla cessione ai Conti Curbis nel 1845. Fu poi nel 1861- anno in cui si fece l’Italia – che la proprietà del blocco passò interamente alla Città di Chieri. L’ente pubblico ne intuì le potenzialità didattiche: aprì quindi i locali prima a un convitto, poi all’ Enaip, quindi all’ Istituto Tecnico Lagrange.

L’idea di ospitare proprio in quest’area il Museo del Tessile di Chieri fu di un ex imprenditore tessile della zona, Armando Brunetti. Era il 1996 quando Brunetti poté inaugurarlo, per dirigerlo sino al 2015. Ora, sotto la direzione dell’imprenditore e architetto Mario Ghirardi, è giunta l’ora del consolidamento e di una più razionale organizzazione degli spazi, con il supporto e l’affiancamento del Comune di Chieri.

Incorniciata da festoni colorati di ricami, la Porta del Tessile resta oggi, con il suo Museo, il baluardo di un nobile passato, la memoria di una grande eredità e una marca identitaria. Ma, ciò che più conta, si fa alfiere di un promettente futuro.

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Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando CivICa, progetti di Cultura e Innovazione Civica.