Melanie Zefferino, nuova Presidente della Fondazione chierese per il tessile e il Museo del Tessile. Programmi di rilancio nel segno delle sinergie e dell’inclusività

Chieri e le sue fibre, la sua arte, il suo stile: una passione e forse anche un destino. Melanie Zefferino, curatrice e storica dell’arte italo-inglese, torna in città dopo averci lavorato per sette anni, a cavallo dei decenni ‘90 e 2000, presso un noto gruppo tessile dell’area. La sua è una rentrée da protagonista. Dal 5 ottobre ha preso le redini della Fondazione chierese per il tessile e del Museo del Tessile. Un onore e un onere, che la dottoressa Zefferino intende assumere votando tutta sé stessa a progetti per la valorizzazione della tradizione tessile dell’area e per il suo sviluppo.

“Ho sempre amato Chieri, apprezzato le sue persone, ammirato il loro genio – conferma Zefferino – Impegnarmi sul suo museo per me è come chiudere il cerchio della mia carriera, sempre alla ricerca di un non facile equilibrio tra le ragioni della produzione e le esigenze dell’arte. Intendo sin da subito essere fedele al motto del museo: tessere il futuro con le trame del passato. Lo farò con occhio attento alle correnti artistiche d’avanguardia, ponendo però il necessario accento sul recupero delle tradizioni locali”.

Conoscenza e amore per il mondo del tessile

La nuova presidente è profonda conoscitrice del mondo dei tessuti, sia per averci lavorato, sia averne studiato storia e sviluppi. Laureata in Storia dell’Arte e in management museale nelle università di Worwick (Coventry) e Leicester, Zefferino vanta anche un diploma di Archivista, Paleografia e Diplomatica, conseguito all’Archivio di Stato di Torino e un diploma accademico in Arti Visive – indirizzo Conservazione e Restauro – all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.  E sempre le antiche testimonianze artistiche legate al tessile sono state fonte di ispirazione importante nei suoi percorsi di studio.

Incarichi poliedrici

I suoi più recenti incarichi le paiono cuciti addosso, tanto rispondono alla sua poliedrica formazione. “Attualmente sono impegnata nella pubblicazione di due volumi con l’editore Brepols e nella giuria internazionale della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Larnaca (Cipro). Ho insegnato Storia dell’Arte antica e contemporanea alla University of Warwick oltre che lingua, letteratura e teatro inglese a Torino. Svolgo inoltre attività di ricerca storico-artistica e curatela per progetti specifici”. Tra le numerose rassegne che hanno segnato il percorso professionale di Zefferino, c’è anche la prestigiosa Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze, di cui ha curato le edizioni 2017 e 2019. Annuisce la neo-presidente: “Per ciascuno di questi appuntamenti ho portato quasi 400 artisti da più di 70 Paesi, inclusi artisti ospiti assegnatari del Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera. Sotto la mia direzione artistica, la biennale ha ottenuto i patrocini delle commissioni nazionali ICOMOS e UNESCO oltre a quello dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e di altre istituzioni pubbliche e a numerose sponsorizzazioni e partnership”. Porta la sua firma anche l’allestimento delle esposizioni alla Fortezza da Basso (circa 1300 opere su 8 mila metri quadri), la cura degli eventi collaterali e il catalogo della biennale, nonché la promozione internazionale dell’evento, sia in Italia sia all’estero, in particolare a Beijing.

Ma quanto più conta è che rispondendo direttamente alla direzione della rassegna, Zefferino ha fattivamente contribuito a definirne le linee strategiche, come per esempio proprio l’introduzione dell’arte tessile tra le categorie di concorso. “Si tratta di un’esperienza che conto di capitalizzare anche in Città, qui a Chieri, organizzando iniziative certo più focalizzate sui tessuti, ma con immutata curiosità verso gli stimoli provenienti dall’Italia e dal mondo”

Formidabili intrecci di passioni artistiche e competenze tecniche

Grazie alla solida rete di relazioni internazionali, Zefferino da sempre apre i suoi contest a personalità di rilievo del mondo dell’arte e della cultura. La stessa Biennale di Firenze lo testimonia: “Ho intessuto proficue collaborazioni con artisti del calibro di Anish Kapoor, Marta Minujin e Refik Anadol e anche con esponenti dell’industria, come il chierese Enrico Vergnano e Michael Braungart.”

Le competenze artistiche fanno da contraltare alle doti organizzative e commerciali, che le hanno valso in passato delicati incarichi nelle industrie, quelli tessili in prima battuta, come la Vector GEIE, Gruppo Europeo di Interesse Economico detenuto dalla FiDiVi Tessitura Vergnano spa di Chieri e Courtaulds Textiles di Manchester e la storica fabbrica torinese di bambole da collezione in feltro Lenci. “All’inizio della mia carriera a prevalere nell’esercizio delle mie funzioni aziendali sono state le mie abilità linguistiche: sono infatti bilingue inglese e italiana, oltre a possedere competenze avanzate in francese, buone in spagnolo e base di macedone. A queste ho saputo però subito unire capacità di coordinamento e gestione di relazioni internazionali. L’esperienza internazionale nell’industria tessile mi è stata molto utile in seguito, quando a vario titolo ho iniziato a operare nel mondo dell’arte e del collezionismo”.

Sinergie e progetti all’insegna dell’inclusività

Apolide e poliglotta, Zefferino torna oggi a Chieri portandovi il suo ricco bagaglio di conoscenze del mondo, che ha girato per ragioni familiari e di lavoro. Per quali progetti? “Credo nelle sinergie e mi pare che qui in Chieri ci siano le giuste risorse e le condizioni per realizzarle. Collaborazioni con l’Amministrazione, che mostra di puntare sul Museo come fattore di sviluppo del comprensorio; con le scuole, che spesso già ci affidano momenti di didattica e formazione con i loro ragazzi; con le associazioni, prime tra tutte quelle le cui attività ruotano attorno al museo e che manifestano tanta attenzione verso le nostre iniziative, e poi via via altre sul territorio. Ma anche alleanze con il mondo dell’industria, che tramite la Fondazione, è proprietario delle collezioni esposte, ma il cui interesse a mio parere va rinfocolato, con progetti in grado di coinvolgerli e stimolarli”.

Zefferino pensa che per guardare con fiducia al futuro sia necessario un sapiente mix di avanguardia e di tradizione. “Se l’apertura al nuovo è essenziale per stare al passo, lo è altrettanto la riscoperta e la reinterpretazione delle radici, così importanti per connotare l’identità di Chieri. “A questo proposito ritengo fondamentali lectures di esperti che possano parlarci delle tecnologie tessili e dei processi di tradizione ma anche degli sviluppi in contesti più attuali, con nuovi materiali”.

Quindi l’arte. “Qui non mancano certo esempi eccellenti di textile art, oltre ai lavori di fiber art, protagonista della rassegna “Tramanda”, che annualmente colora la città con creazioni di pregio e originalità. E anche le ricche collezioni custodite dalla Città di Chieri. La mia intenzione è favorire il dialogo e il confronto tra i nostri talenti e quelli di altre nazioni, come per esempio il Portogallo, il Giappone e l’Africa. Credo che da questo incontro possano nascere eccezionali performance d’artista, passerelle internazionali, premi ambiti”.

Grazie a interazioni di ampio respiro con centri espositivi e fondazioni internazionali il Museo può crescere in statura, guadagnare peso e notorietà, raccogliere consensi e anche finanziamenti, facendosi a sua volta centro propulsore di progetti. “Gli spazi fruibili non ci mancano. Abbiamo già a disposizione il suggestivo salone della Porta del Tessile e l’imponente complesso dell’Imbiancheria del Vajro. Altri se ne potranno individuare e magari recuperare man mano”.

Un faro di arte e cultura

Un museo, quello del Tessile chierese, che punta al mondo, ma che mantiene ben presenti i suoi legami con il suo territorio. “Un museo vivo, come il Museo del tessile ama definirsi, è vitale non solo per i suoi macchinari antichi e ancora funzionanti. Lo è perché inclusivo, portatore di programmi “di cura”, rivolti alle persone della sua comunità più prossima. Proprio per questo intendo fare tesoro del positivo precedente del progetto Chieri civica, l’esperimento di Tessitura civica nato nel 2018 con il sostegno di Compagnia di San Paolo, oltre che dell’Amministrazione comunale. E vorrei, se possibile, vederne un seguito”. I primi beneficiari di simili iniziative dovrebbero essere i giovani, ma anche le persone per censo o per età più fragili e poi i diversamente abili. “Niente più della manualità indotta dal tessile può aiutare a ritrovare fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità”.

Zefferino ha in mente un vero museo–gioiello, saldamente incastonato nelle maglie della società chierese, per aggiungervi valore e prestigio. “Di più, mi piacerebbe, con i nostri progetti condivisi, accendere un faro di cultura, di arte, di energie positive. Si tratta di tessere, con tenacia, pazienza, determinazione. E alla fine, lungo il nostro ideale filo di Arianna, il nostro lavoro ci premierà”.

Con Ezio e Paola Gribaudo
Melanie Zefferino con vari artisti di rilievo internazionale