Mauro Fasano, una vita tra i telai

Mauro Fasano

Gli era stato imposto il nome di Maurizio, 82 anni fa. Tutti però lo conoscono da sempre come Mauro. Mauro Fasano per quarant’anni ha riparato telai in tutta Chieri, da 20 è l’anima del Museo del Tessile cittadino, apprezzato per averne ricostruito i pezzi storici e antichi. “Delle volte arrivi e trovi un mucchio di assi – dice – Sono solo quattro assi, pensi, e invece no: sono pedali, casse battenti, telai da ricostruire. Non è semplice. Ci vuole delicatezza, per toccare, ridare forma, spostare. Ma soprattutto ci vuole esperienza”.

Così mattino dopo mattino, insieme con Carla Pedrali, Giuseppe Masiero, Graziano Iseppi e molti altri volontari del Museo, Mauro ha restituito a vecchi legni la loro originaria identità. Oggi al Museo si trovano macchine industriali, antiche e moderne, e telai domestici, enormi e piccolissimi. Ciascuno ha trama e ordito pronti, alcuni un tessuto infilato. Perché tutti sono funzionanti e pronti a ripartire e creare sotto le mani e i piedi di tessitori sapienti.

Il “battito” del telaio

Oggi la sfida è assicurare a ciascun telaio gli stessi materiali e il metodo di lavoro che richiede. “Non possiamo stravolgere un telaio antico, dobbiamo rispettarlo – dice Mauro – E davanti a ciascuna macchina dobbiamo chiederci: se io fossi un tessitore di quel tempo, che cosa dovrei avere qui per lavorare? Ecco, noi dobbiamo ragionare così”.

Dalle labbra di Mauro affiora un vocabolario d’antan, dove si intrecciano espressioni attinte da un passato più e meno remoto: navette, licci, riduzioni, maglie e pettini. Mostra poi una pagina di numeri in colonna: come in un codice di programmazione ante-litteram, sono le istruzioni impartite al telaio jacquard per realizzare un tessuto. Il suo campione è visibile: è a fondo bianco con ricamo celeste.

Il Museo del Tessile per le scuole

In questi anni di attività al Museo del Tessile, Mauro, sostenuto da numerosi altri volontari, ha ricevuto centinaia di ragazzi delle elementari e ha dato loro i primi ragguagli sull’arte che ha fatto grande e nota un tempo la loro città. Mostra un telaietto su cui sono montati 24 fili. “Insegniamo agli alunni a tessere e loro, bravissimi, creano la loro fantasia, realizzano i loro piccoli arazzi variopinti e poi li appendono in classe”. Perché la tessitura è un sapere che va tramandato di generazione in generazione.

Un grande telaio centrale tra quelli esposti al Museo ricorda a Mauro stesso la sua infanzia: “Rammento una signora che tesseva dalla mattina alla sera a casa propria e si serviva proprio di un telaio come questo. Un telaio tipico della mia Chieri, che è terra di tessitori per diritto di eredità”.

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Il progetto Chieri Civica è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando CivICa, progetti di Cultura e Innovazione Civica.