Margherita e la Fiber Art

Intrecci creativi che parlano di Chieri

Una manciata di fili colorati e tante idee: la Fiber Art s’insinua negli incroci tra talento e creatività.  Mix di tecniche reinventate a ruota libera a partire da un telaio, si sviluppa nel prolifico confronto tra artisti di estrazione e storia assai diverse. Era nata quasi cent’anni fa nel Nord Europa e negli Stati Uniti, poi esplosa nella tempesta di utopie e movimenti dei rivoluzionari anni ’60, ma la Fiber Art non poteva che mettere radici a Chieri, terra di solide competenze e storica vocazione tessile.

“Trame d’autore”, la collezione civica oggi conservata nella biblioteca civica di Chieri, prende vita nel 1998 nell’ambito delle omonime Biennali, organizzate su idea dell’artista olandese Martha Nieuwenhuijs e grazie a un progetto istituzionale mirato alla valorizzazione della tradizione tessile chierese. A partire da qui, e per molti anni, è stato un susseguirsi di mostre e rassegne per esplorare diversi registri dell’innovativo linguaggio. Sino al recupero del progetto – dopo una temporanea interruzione – con Restart, il primo Young Fiber Contest chierese del 2016, destinato a diventare il cuore della rassegna culturale a tema tessile Tramanda. E sino alla creazione di un osservatorio internazionale sull’utilizzo del medium tessile nell’arte contemporanea, e sulle sue straordinarie potenzialità.

Fiber Art: un’impresa civica

Margherita Fergnacchino è della Fiber Art un’esponente apprezzata a livello internazionale. Chierese, innamorata delle fibre tessili e della loro energia creativa, è anche una delle prime volontarie all’opera presso il Museo del Tessile e non a caso. Lei della Fiber art fa una leva di promozione territoriale, fattore importante per calamitare forze diverse e tra loro complementari, come gruppi di artisti, ente pubblico, scuole, ragazzi, famiglie.

Per Margherita Chieri è un arazzo dai contorni ben noti. Vi ha lavorato con diverse vesti. Dapprima è stata operatrice di comunità, impegnata nel recupero di minori a rischio e poi di tossicodipendenti, quindi nell’aiuto alle mamme sole con i loro bambini. Ancora restauratrice di mobili antichi e oggetti di arredo, attingendo al bagaglio di preziosa manualità lasciatole in eredità dal padre falegname. E’ stato nella sua bottega d’arte che ha potuto affinare le sue già innate doti di pazienza, cura e dedizione. La sua attenzione al dettaglio, l’incontentabile ricerca del bello hanno le loro radici proprio qui.

Dopo la chiusura del laboratorio di restauro, Margherita non poteva che approdare alla tessitura, l’arte per eccellenza della sua città. “Al Museo del Tessile ci sono arrivata circa otto anni fa, proprio per imparare i primi rudimenti del lavoro al telaio – spiega lei stessa – Il battito lento e regolare dell’attrezzo, il fascino complesso della sua meccanica, insieme con il crescendo di colori e fantasie, era una festa per tutti e cinque i sensi. Ma mi rendevo conto di volere di più. Scalpitavo all’idea di fare qualcosa che mi appartenesse, anche se a partire dall’abc degli intrecci”.

Da eva@libera.com al Filo della storia

L’occasione non tarda ad arrivare. Entrata da poco nel gruppo TraLicci, Margherita partecipa alla rassegna eva@libera.com, una mostra di arte al femminile organizzata da Daniela Gioda e Luisa Pozzo, esponenti dello stesso gruppo TraLicci e dall’assessorato alla Cultura della Città di Chieri per l’8 marzo del 2013. “Si trattava di raccontare la violenza sulle donne usando il linguaggio della Fiber Art”. Margherita si butta a capofitto nella realizzazione di opere sul tema. E ottiene subito un incoraggiante riscontro. Quattro tra i suoi lavori entrano nell’esposizione. Da questa prima esperienza inizia un serrato percorso di studio, ricerca e sperimentazione che portano l’artista a confrontarsi con successo in selezioni e concorsi. Il nome di Fergnacchino comincia ad essere noto negli ambienti della Fiber Art, locale e internazionale.

“L’etichetta di artista pura mi metteva comunque a disagio – continua Fergnacchino – Il mio obiettivo era sempre stato quello di lavorare per la mia città e in particolare per le sue giovani generazioni”. Il Museo del Tessile offre a Margherita la giusta sponda per bussare alle porte delle scuole primarie e secondarie di Chieri. “Su richiesta dell’allora presidente, Armando Brunetti, e con la collaborazione e il finanziamento dell’assessorato alle Politiche Educative del Comune di Chieri, ho dato vita nella cornice del programma Chieri Città Educativa, al progetto didattico “Il Filo della storia”, che portava le competenze tecniche del Museo direttamente nelle aule. Con Mauro Fasano abbiamo preparato lezioni di tessitura base per gli studenti. Quindi, a partire da qui, ho coinvolto le fiber-artiste del gruppo Tra-Licci di Chieri e alcuni altri volontari del Museo del Tessile. Nell’ottica di creare un legame tra tessitura, Fiber Art e territorio abbiamosempre portato in mostra in spazi pubblici, come Palazzo Opesso, il Museo del Tessile o la Biblioteca, le piccole opere create durante i laboratori”.

Il “Filo della Storia” vanta ormai sei edizioni ed è cresciuto anche nelle finalità. Spiega Fergnacchino: “In questi ultimi due anni il Museo del Tessile ha cambiato profondamente volto e visione. Per le sue attività fa leva non solo sulle pur fertili energie dei volontari ma anche su professionalità dalle specifiche competenze tecniche. E sono queste ultime che oggi, sempre contando sull’appoggio dei volontari, coordinano e organizzano il progetto “Il filo della Storia”, che oggi contempla anche laboratori di tintura e sartoria”. Anche quest’anno si sarebbe dato corso al progetto se le scuole non fossero state serrate per contrastare il contagio del coronavirus. “Voglio comunque considerare questo blocco forzato soltanto come una pausa di riflessione. Conto per i prossimi anni scolastici di proseguire e sviluppare l’iniziativa che così tanto incide sullo sviluppo del talento dei giovani e anche della loro capacità di collaborare e socializzare”.

Con Tramanda, il linguaggio universale degli intrecci

Quella dei telai è una lingua universale, capace di attraversare barriere sociali e intergenerazionali. “Tramanda, la nostra manifestazione di arte tessile annuale promossa dalla Città di Chieri, nasce proprio con l’obiettivo di far dialogare tutta la città e di renderla protagonista internazionale con tutte le sue sfaccettate realtà – osserva Fergnacchino – Personalmente vi ho cercato spazi di collaborazione proprio per questo suo carattere globale di grande cartellone capace di coinvolgere talenti, realtà, luoghi diversi. Non a caso, con il gruppo di Tra-Licci, ha esposto anche una selezionata rappresentanza di artisti internazionali con cui negli anni avevo stretto amicizia”.

Into the White, l’ultima collaborazione

E’ il 2018 quando nella cornice appunto di Tramanda, Margherita – con alcune delle artiste di Tra-Licci e soprattutto con 24 notissimi fiber-artististi da tutto il mondo – concepisce nel suggestivo spazio della chiesa sconsacrata di San Filippo “Into the white”, esposizione di nicchia sul tema del bianco e delle sue contaminazioni di colore. “Il bianco era una scelta quasi dovuta, stante la fiera austerità del luogo. Le incursioni, per quanto discrete, di altri colori stavano a ricordare che comunque lo spazio non era sacro, ma aperto alla città e soggetto ai suoi stimoli”. L’obiettivo era ambizioso: “Abbiamo lavorato sulle grandi dimensioni: estese campiture in grado di reggere senza timidezze alla concorrenza di altre opere d’arte d’avanguardia e di respiro internazionale, protagoniste di rassegne parallele”. La scommessa è stata vinta e non solo per il successo riscosso dalla mostra. “Proprio sul fronte del rapporto umano l’esperienza è stata unica e coinvolgente”.

Ormai lanciata sulla ribalta internazionale, oggi la fiber-artista Fergnacchino è certo una solista. “In questi mesi sto esponendo in Russia, a Pietroburgo. Ma le mie opere si sono fatte notare anche in numerosi altri paesi del mondo: Germania, Inghilterra, Canada, Spagna, Stati Uniti”.

Work-shop per il Museo del Tessile

L’affermazione personale non ha mai fatto perdere di vista a Margherita la sua città e prima di tutto il Museo del Tessile, più che scrigno della memoria realtà viva, da cui può partire la riscossa anche economica del chierese. “Nel 2019 sono tornata a partecipare a Tramanda, con un ‘opera individuale, nella cornice di un contest, ma anche con due work-shop legati al Museo e tenuti proprio nei suoi locali”. Il primo era dedicato alle lavorazioni su feltro, il secondo alla tintura. “Iniziative dai soggetti molto diversi, certo, ma entrambe tese a intrecciare strettamente il Museo al suo territorio e al suo destino”.

Grazie ad artisti come Margherita, la Fiber Art si fa leva di cultura e tratto distintivo del Chierese. Può diventare una fonte di ispirazione anche per le realtà produttive dell’area? “In effetti – riflette lei – sarebbe interessante lanciare collezioni a partire da opere d’arte…”. Si schiudono nuovi orizzonti e strade tutte da esplorare… “Tessere è una parola di grande magia. Si intessono relazioni, esperienze, opportunità, cambiamenti e da qui si declina il futuro…”.

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Il progetto ChieriFacile è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando CivICa, progetti di Cultura e Innovazione Civica.

Margherita Fergnacchino
Into The White