L’inaugurazione come punto di ripartenza

Obiettivo la promozione del tessile.

Domenica 18 settembre è stato tagliato il nastro del nuovo allestimento del nostro museo del tessile. Io sono stato orgoglioso di inaugurarlo ad un anno dalla mia elezione a presidente.

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Da sinistra l’assessore Giulia Anfossi, il sindaco Claudio Martano e il presidente della Fondazione per il Tessile Mario Ghirardi

Il merito è senz’altro prima di tutto del folto gruppo di volontari, una trentina di persone di varia competenza, che hanno condiviso le mie linee di intervento e hanno cercato di mettere a frutto con criteri moderni l’eredità lasciataci dal fondatore Armando Brunetti, per tutti Bruno, senza la cui volontà, capacità tecnica e spirito di instancabile collezionista oggi non esisterebbe questa raccolta di attrezzature tessili, materiali e campionari di tessuti che raccontano due secoli e mezzo di vita e di lavoro di noi chieresi e che non ha molti eguali.

L’inaugurazione di questo nuovo allestimento si è reso necessario per rivitalizzare un’esposizione che inevitabilmente mostrava il peso dei suoi 20 anni. In ogni caso questa riapertura non è certo un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza, prima di tutto perché il museo ha conservato il suo aspetto originario, pur ringiovanito dalla scenografia e dai giochi di luce ideati da Claudio Zucca e dal sapiente riordino del materiale realizzato dalle guide di Carreum Potentia, in secondo luogo perché manca ancora un apparato multimediale e un approccio strettamente scientifico ai materiali qui raccolti, che sono due tra gli obiettivi prioritari del prossimo futuro.

tessile33Per ora la collezione si è comunque arricchita di scenografici pezzi provenienti dai magazzini del museo e l’allestimento sarà man mano reso vivo di fronte ai visitatori dal battito dei telai che gli esperti volontari movimenteranno durante le visite, ricreando il clima, ed anche i suoni, di un epoca in cui ogni casa chierese ospitava almeno un telaio in funzione dall’alba al tramonto.

Questa inaugurazione è comunque il primo passo verso un futuro, già ricco nei nostri pensieri di tanti, importanti sviluppi, che per ora però sono ancora allo stato di progetti ed idee. Li potremo concretizzare se saremo capaci di trovare risorse finanziarie adeguate, e la cosa, come ognuno sa, non è davvero semplice.

Il passo di rinnovare l’allestimento della collezione, continuare la catalogazione dei campionari e ripulire e riorganizzare uffici e biblioteca, nonché reinventare la presenza su social network ed internet, è stato compiuto attingendo alle risorse della Fondazione stessa e grazie all’aiuto del Comune di Chieri, che non ha investito denaro, ma ha continuato a lasciarci in uso i locali dell’ex convento di Santa Chiara e ci ha assegnato un paio di borse di studio per archivisti.

In questo primo anno seguito alla scomparsa di Brunetti, abbiamo, in parallelo al riordino museale, creato collegamenti e collaborazioni con la rete degli ecomusei, con istituzioni di fama come le scuole tecniche torinesi San Carlo, abbiamo acquisito una prestigiosa ed amplissima collezione di campionari di tessuti d’alta moda del secondo dopoguerra grazie al lascito di Silvia Pagliai, ci siamo confrontati con i docenti della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.

tessile15Abbiamo contatti già con tanti altri enti per progetti innovativi che ci faranno uscire dal guscio della realtà chierese, dove noi abbiamo le radici e dobbiamo sviluppare la didattica già intrapresa con le scuole primarie e secondarie, ma nei cui confini neanche possiamo limitarci se vogliamo davvero che la Fondazione persegua gli scopi per cui era nata, ovvero quelli di portare il nome del tessile chierese lontano, in Italia e fuori.

Certo la realtà produttiva tessile locale non ha più i numeri degli anni 60 e nemmeno di 20 anni fa, ma la qualità non ne ha certo patito, basti vedere i prodotti di eccellenza nell’alta moda, nei tessuti tecnici per l’auto e persino in quelli collegati alla medicina realizzati dalle industrie di coloro che compongono il cda della Fondazione, ovvero Renato Vasino, Giuseppe Vergnano, Filiberto Martinetto, per farsene un’idea. Ma i soci della Fondazione non sono solo loro, sono un’altra ventina di industriali chieresi che si occupano di abbigliamento, arredamento, passamaneria che tengono alta una bandiera che la crisi non ha ancora piegato e che continuano ad offrire posti di lavoro.

La Fondazione li vuole aiutare a presentarsi non solo come solidi industriali, ma come imprenditori capaci di far conoscere la loro storia e le loro radici per far capire a clienti e pubblico, che eccellenze nel settore non si diventa per caso, ma piuttosto se si sa attingere ad un passato di esperienze, che a Chieri in particolare risale addirittura al medioevo ed ai coevi Statuti dell’Arte del fustagno.

La strada che ci siamo prefissi di seguire è questa, strada lungo la quale in questo primo anno di rifondazione abbiamo però incontrato troppe salite, a causa della burocrazia con la quale abbiamo dovuto confrontarci con grande dispendio di energie, e contro cui non sempre l’abbiamo spuntata. Ora le nuove leggi sul terzo settore, ancora in gestazione nei decreti attuativi, potrebbero consentirci di superare molti ostacoli, alleggerendo quel nostro sotterraneo lavoro compiuto sin qui, consentendo di aprirci di più al pubblico.

Confidiamo nell’indispensabile e concreto sostegno di tutti, istituzioni, imprenditori e cittadini. Da loro aspettiamo vicinanza e legittimazione al nostro operare che non deve essere e non sarà mai autoreferenziale.

Mario Ghirardi

Presidente della Fondazione chierese per il tessile e il museo del tessile