Bandera, ricamo di arredo del Chierese

E’ un ricamo, ma anche un importante elemento di arredo. Il Bandera è un tessuto ornamentale tipicamente piemontese che non trova riscontri né altrove in Italia, né all’estero. Due i suoi requisiti fondamentali: la tela di supporto – definita appunto Bandera e tipica di Chieri – di cotone a nido d’ape o a righe, di colore bianco o écru; e il ricamo in stile barocco piemontese eseguito a mano con un filato di lana di varie nuance.

Quanto al nome, va riferito alle pezze – le “bande” appunto – che venivano citate nei contratti antichi.

Ricami per la biancheria e tessuti di arredo

In origine il Bandera aveva una base più grossolana in canapa ed era destinato alla biancheria, alle giubbe militari o agli abiti della servitù. L’impiego come tessuto di arredo ha inizio comunque già alla metà del Seicento, con la produzione di copriletto, baldacchini, cuscini, testiere dei letti. E per una precisa ragione. In una terra tristemente attraversata da guerre e carestie, anche le famiglie nobili non potevano più permettersi damaschi e tessuti di seta per arredare i loro saloni. Meglio ripiegare sul cotone e sui ricami di lana per garantire con minor spesa un alone di prestigio alle proprie abitazioni.

Bandera protagonista negli appartamenti delle regine

Il Bandera avrebbe peraltro avuto una madrina di eccezione: Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, la seconda madama reale, madre di Vittorio Amedeo II, ultimo duca di Savoia e primo re di Sardegna.

Pur nato per ragioni di risparmio, il Bandera raggiunse in breve risultati di grande creatività. Ne è forse l’esempio più elevato la testiera di un letto appartenuto alle Principesse Reali nel castello di Venaria. Realizzato nel 1750, raffigura l’incontro mitologico fra Diana e Endimione, riproducendo un cartone del Beaumont.

Fregi policromi in stile rococò

In generale i disegni sono costituiti da motivi policromi elaborati ispirati a stucchi, broccati, volute e intarsi tipici del rococò, oppure alle porcellane a all’iconografia cinese. Tutto per dar vita a soggetti naturalistici: mazzi di fiori sparsi e figure antropomorfe circondate da ghirlande, fregi e nastri che si intrecciano con straordinaria leggerezza.

I fiori principali del bandera sono la peonia, il tulipano, il garofano, la rosa, la campanella. Quanto ai frutti, prevalgono gli agrumi – arance e limoni – accompagnati da melograni, uva, pere e ciliegie.

Quali i “punti” del ricamo? Il “catenella”, che è il più semplice, viene usato per riempire ampie zone del disegno. L’”erba” per mettere a punto steli, rametti, foglie. Punto “lanciato” o “pittura”, fatto per ricoprire zone estese con un’alternanza di punti lunghi e corti, in colori diversi e con effetti d’impatto. Questo procedimento richiede però notevole abilità e si può eseguire solo su un telaio da ricamo. Talvolta si fa ricorso anche al punto “nodi” per i pistilli.

Una passione per le dame

Il ricamo Bandera è sempre stato un marchio di qualità che dagli arredi si trasmetteva alle persone. Dire “in quella casa hanno dei bei Bandera” in Piemonte significava avere a che fare con una famiglia di tutto rispetto. Forse per questo, sin da quando è nato, il Bandera ha appassionato le dame della media aristocrazia e della nobiltà militare.

Associazione Amici del Ricamo Bandera

Tiene frequentatissimi corsi di base e di perfezionamento nell’arte Bandera l’Associazione Amici del Ricamo Bandera. È nata a Chieri nel 1999 con l’intento di mantenere viva la tradizione di questo ricamo, sia con la sua pratica viva sia con la ricerca storica di antichi disegni e lavori. L’Associazione raccoglie l’eredità di varie scuole, soprattutto quella della marchesa Incisa della Rocchetta . Di scuola in scuola si perpetua una tradizione che fa tutt’uno con l’identità del Piemonte.