L’arte della lana

La produzione tessile a Chieri non si esauriva con i cotoni. L’arte della lana rappresentava un settore di eccellenza. La sua fabbricazione era stata giuridicamente organizzata a Chieri nel 1424 su intervento del Comune, ma nel contesto dei capitoli statutari dell’ars lanaterie, draperie ac lane subttilis stabiliti dagli Stati Sabaudi.

L’obiettivo era quello di avviare la fabbricazione di drappi sottili di qualità con lane provenzali e borgognone in alternativa al panno grezzo locale. Sempre più la lana si caratterizzava come bene di lusso.

L’arte della seta

Lavorazione di nicchia, ma prestigiosa, la seta si afferma a Chieri nel Seicento. Il suo sviluppo si inquadrava nella politica economica sabauda, che nel chierese chiamava all’azione grandi importatori dei baccelli del baco dalla Spagna. Nella campagna chierese si diffondevano intanto i gelsi, mentre le famiglie contadine dedicavano parte della loro attività all’allevamento dei bachi e molte donne si specializzavano nella filatura della seta.

Le lavorazioni della seta

La qualità dei bozzoli da sola non bastava per ottenere un filato superiore. I metodi di trattura e torcigliatura dovevano risultare altrettanto buoni. Il procedimento era stato standardizzato sin dal 1592, grazie a un ordine di Caterina di Savoia, destinato a restare cardinale anche per la legislazione successiva. Tre le categorie dei bozzoli: i doppi gentili, i doppi grossi apparenti e le galette. Il primo passo era la loro cernita accurata. Seguivano procedure attente di controllo sia della qualità sia delle quantità. Inoltre solo in Piemonte si praticavano anche le attività di torcitura, che non avevano uguali né in Italia né altrove.

Pochi in città curavano il ciclo completo della lavorazione della seta. Ma la loro fama era eccezionale. Grezza o filata, la seta chierese era molto ricercata e, oltre che in Italia, trovava facilmente sbocco all’estero: Lione, Lisbona e Amsterdam in prima battuta, poi di qui in un raggio ben più ampio, secondo le politiche del ducato sabaudo. Il miglioramento dell’economia del chierese passava anche attraverso il rilancio della seta.