IL MUSEO TESSILE... PER SALVARE LA MEMORIA

Nell'ex Convento di Santa Chiara, già opificio Levi, è ospitato il primo nucleo della raccolta di oggetti dell'attività tessile chierese: oggetti utilizzati per una attività prevalentemente manuale e strettamente collegata al lavoro agricolo, come gli attrezzi usati per la coltivazione del gualdo, per la tintura in azzurro delle pezze, per la bachicoltura, per la filatura e tessitura di cotone e lino e seta, per l'imbiancatura del tessuto di cotone.

Una prima ricognizione e la successiva parziale raccolta hanno permesso di avviare alla conservazione, ma soprattutto alla rifunzionalizzazione a scopo didattico, alcuni tipi di macchine particolarmente interessanti. L''attuale sede non può ospitare che una piccola parte degli oggetti che costituiscono la storia della tessitura. A pieno regime il Museo esporrà tutte queste macchine, appartenenti prevalentemente al periodo che va dai primi decenni del Seicento agli anni Quaranta del secolo XX, trovando ben più idonea collocazione negli spazi ristrutturati dell'ex Cotonificio Tabasso.

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