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ISATIS TINCTORIA (Gualdo): l'Oro Blu a Chieri
Che l'industria tessile sia
molto antica in Chieri, non ha bisogno di dimostrazioni; però anche l'arte del tintore
chierese non è meno antica.
Difatti, già nel secolo XIII vi era un quartiere, che anche oggi sussiste, allora
chiamato, almeno nei documenti: Jalvo, ed ora Gialdo, con una porta chiamata: Porta del
Gialdo, che veniva a trovarsi suppergiù ove ora si trova la Chiesetta delle Monache
Benedittine. Ebbene gli antichi Chieresi, non contenti di avere il quartiere chiamato
Gialdo, riservarono il nome di Gualderia, ad una via, ora quasi nel centro cittadino, che
parte da Via Principe Amedeo fino alla Piazza San Domenico, parallela al corso del Rio
Tepice, che per motivi di opportunità "approvvigionamento e scarico acqua". Non
a caso erano ubicate officine di tintoria del gualdo, l'ultima scomparsa fu la Tintoria
Parigi, che restò attiva fino poco oltre la metà del '900. Via Del Gualdo, situata nel
quartiere di "Porta del Nuovo", trasversale da Via San Pietro a Via Principe
Amedeo, così chiamata per l'ubicazione di macine da gualdo (probabilmente ora occupato
dal Consorzio Agrario) e in prossimità del laboratorio chimico situato bell'ex monastero
delle religiose cistercensi di San Andrea (demolito nel 1963 per costruire le attuali
scuole di Via Tana) dove il piemontese Giovanni Antonio Giobert, di Mongardino d'Asti, era
chimico e scrisse il famoso "Traité sur le Pastel" (1813 - periodo
napoleonico).
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