Con la sartoria sociale porte aperte e cittadini protagonisti

Mario Ghirardi, presidente della Fondazione chierese per il tessile, ha inaugurato venerdì 9 marzo 2108 con il sindaco Claudio Martano e il presidente di Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi Lodovico Passerin d’Entreves il progetto di sartoria sociale. Queste le sue parole:

“Direi che con questo atto abbiamo fatto un salto di qualità, oltrechè di obiettivi. Subentrando al fondatore Armando Brunetti, oltre un anno fa come primo atto i volontari ed io abbiamo riallestito il museo e abbiamo cercato di rilanciarne l’immagine con varie iniziative, dai cartelli stradali alle audioguide. In ogni caso qui di Brunetti resta il suo concreto lavoro e anche lo spirito che oggi anima chi apre il museo e conduce le visite.

Oggi però si compie qualcosa di diverso, qualcosa che ci apre ai concittadini coinvolgendoli in prima persona, rendendoli davvero protagonisti di una realtà. La sartoria ha il piccolo, ambizioso progetto di dare sfogo alle idee, alla creatività e al lavoro dei giovani con i quali cercheremo di costruire prodotti anche con materiali riciclati che possano dare loro la possibilità di esprimersi e anche avere uno sbocco commerciale. Faremo lavorare neo diplomati e studenti e metteremo in piedi dei corsi di taglio e cucito a cui potranno partecipare persone di ogni età.

Noi siamo ospitati in locali antichi, addirittura quattrocenteschi, che furono sede di convento e poi persino, guarda caso, della prima grande industria tessile chierese. Qualcuno si chiederà perché non abbiamo aperto la sartoria in un qualsiasi capannone. Avremmo certo fatto meno fatica, forse avremmo avuto meno costi e certamente avremmo incontrato meno ostacoli burocratici. Non l’abbiamo fatto perché crediamo che la vicinanza anche fisica delle nostre varie attività sia fondamentale per dare vita al polo tessile. Ma anche perché, e non è ragione certo secondaria, vogliamo che l’apertura della sartoria qui segni anche la rinascita di questo storico e pregevolissimo edificio, e di questo vogliamo prenderci, i miei collaboratori ed io, un po’ il merito. Grazie a Fondazione La Stampa specchio dei tempi e a Compagnia di San Paolo che hanno creduto nelle nostre prime proposte di recupero e che ci stanno sostenendo economicamente e che siamo convinti ci potranno sostenere anche in futuro, saremo a breve in grado anche di restituire alla città per un uso condiviso l’ex cappella di questo convento, affiancandogli nei cortili degli ex chiostri un orto botanico di piante tessile ad uso didattico.

Attraverso questo progetto, siamo riusciti a stimolare anche il Comune di Chieri proprietario dell’edificio che noi Fondazione tessile oggi abbiamo in gestione. Il Comune si è convinto che il progetto presentato vale uno sforzo economico e ci sta assecondando. Il recupero totale chiede i milioni di euro che noi non possediamo, ma noi continueremo a fare la politica dei piccoli passi, cercando di recuperare stanza dopo stanza, sicuri anche che più gente passerà da queste parti più si leverà un comune impulso alla salvaguardia dell’intero complesso”